Aliens – Scontro finale (1986) di James Cameron | Il verdetto di Alessandro Pin

Aliens

5 Stars

Aliens è una fiaba spaziale orrorifica in cui i mostri “sotto alle capsule” (non) sono del tutto cacciati. James Cameron eredita il capolavoro di Ridley Scott, evolvendolo in qualcosa di nuovo. Un altro capolavoro.

James Cameron evolve il prototipo della saga fantascientifica più terrificante compiendo un passo decisivo verso la consacrazione cinematografica del franchise. Un sequel che ha dato popolarità allo xenomorfo e ha permesso lo sviluppo di libri, fumetti e videogiochi, immortalando l’icona creata da H.R. Giger come vero e proprio must orrorifico. In Alien, Ridley Scott ha mostrato lo xenomorfo, il suo piacere di uccidere e la spietata trappola che ha seminato morte nei condotti del mercantile Nostromo. Ha inquadrato l’alieno con grande pathos e primi piani intimi e usato un taglio registico claustrofobico, una fotografia scura e un montaggio serrato. Perfetto. James Cameron, invece, adotta un approccio completamente diverso, espandendo ogni parametro: gli ambienti sono più ampi, la stazione di ricerca, luogo dello scontro finale, è meno inospitale dell’astronave aliena e il piatto di carne da servire ai mostri è ben più sostanzioso. Anche la colonna sonora di James Horner contribuisce in maniera estremamente efficace, evocando atmosfere pericolose e sinistre a ritmo di percussioni.

Aliens

Alien si concludeva con Ellen Ripley che vagava ibernata nello spazio profondo, dopo essere sfuggita allo xenomorfo. Aliens comincia cinquantasette anni dopo. Ripley è tratta in salvo dal lungo sonno criogenico e affronta con determinazione la corporazione che ha spedito anni prima il manipolo di sacrificati per recuperare l’alieno. Qui, James Cameron dà un volto alla corporazione (solo menzionata in Alien): il viscido rappresentante Burke (Paul Reiser) che convince Ripley, senza più una famiglia e terrorizzata da orrorifici incubi, a tornare sul pianeta dal quale era fuggita per chiudere i conti, ma questa volta accompagnata da un gruppo di marines pesantemente armati che deve fronteggiare innumerevoli xenomorfi. Una scacchiera al gran completo, i cui pezzi più importanti sono le regine.

Aliens

In Alien, sono state mostrate delle uova; ebbene, il regista di Terminator dà una risposta alla domanda più ovvia: “chi depone le uova?”. Ecco che, ancora una volta, James Cameron non lesina su niente, quadruplica i numeri, esalta l’atmosfera, aumenta vorticosamente i giri e presenta così un genere completamente diverso dal precedente. Aliens è un film corale che punta tutto sull’azione e sulla suspense, ma nell’ultimo atto torna a registri più intimi, mostrando lo scontro tra Ripley e la Regina degli xenomorfi: la gigantesca e mostruosa creatura che nessuno può domare e sconfiggere. Solo Ripley. Due madri. Due icone della cinematografia.

Aliens

Si scopre un lato nuovo della protagonista; James Cameron esalta la sua femminilità, attraverso la forza amorevole di madre e il coraggio di soldato. L’interpretazione di Sigourney Weaver è indimenticabile e per la prima volta un’attrice è gratificata con una nomination all’Oscar in queste pellicole di genere. Sigourney Weaver riesce a infondere in Ripley le caratteristiche necessarie che la rendono più forte degli spavaldi marines, destinata a proteggere e amare una bambina sopravvissuta al devastante attacco alla colonia. Newt è la figlia che Ripley avrebbe voluto avere. Lo xenomorfo l’ha privata di tutto, di tutti gli anni della sua vita. Ripley riversa così la sua furia contro i mostri, dai quali la povera piccola Newt si è nascosta fino all’arrivo dei marines. La rabbia è mostrata con tanta dirompenza e l’amore verso Newt è così grande e forte da permettere a Ripley di imbracciare un fucile (con tanto di lanciagranate e lanciafiamme) per dare la caccia alla madre dei mostri, nel cuore profondo della stazione. Carrie Henn, la piccola Newt, non aveva mai avuto esperienze recitative; figlia di un ufficiale dei marines, è stata scelta proprio per non seguire le regole prestabilite dalla recitazione. Una bambina che mai si era trovata sotto i riflettori, e il suo sguardo non corrotto dalle luci della ribalta le ha consentito di essere naturale, così com’è Sigourney Weaver.

Aliens

James Cameron cura ogni dettaglio. La caratterizzazione dei marines è perfetta. Hicks (Michael Biehn aveva già recitato in Terminator) e gli altri soldati (tra cui spicca Bill Paxton) compongono un affiatato gruppo. Hicks è il solo che crede in Ripley, unica sopravvissuta al confronto con lo xenomorfo. La stazione di ricerca sul pianeta LV-426 è il campo da gioco, una scacchiera i cui pezzi nemici si muovono con ostile circospezione, aggirando i soldati che piazzano trappole e torrette difensive senza successo. Gli xenomorfi entrano nel complesso con meschina intelligenza, circondando i coraggiosi, costretti a ripiegare in stretti condotti (mai come quelli angusti e bui in cui si era cacciato il capitano del Nostromo in Alien); vittime angosciate messe con le spalle al muro, e dove il muro è organismo vivente da cui fuoriescono xenomorfi da ogni “fottuta parete”.

Aliens

James Cameron mostra lo xenomorfo nella sua interezza; qui maggiormente bestiale e meno antropomorfo. Micidiali droni assassini fanno capo alla Regina che per attirare in trappola Ripley fa rapire Newt. Ecco che la Regina eredita l’essenza dello xenomorfo di Ridley Scott: una creatura meschina e abietta. Ripley corre così in aiuto della piccola, uccidendo con autentica forza di madre le creature, qui mere estensioni della Regina, comandate come pedoni. Fino all’epico scontro finale, alla guida di un esoscheletro di metallo per competere con la gigantesca dimensione e forza della Regina.

Aliens

Anche in Aliens troviamo il “diverso”, l’emarginato: il silenzioso Bishop (Lance Henrisken), l’alfiere del gruppo. L’androide, qui, non è più al servizio della corporazione, ma cerca di comunicare con una diffidente Ripley che vede in lui una mera spietata macchina assassina (come non darle torto vista la “recente” esperienza con l’androide Ash in Alien). Bishop, in un certo senso, è l’elemento più umano del gruppo, colui che cerca di proteggere la “famiglia” dai pericoli mortali che si annidano nella stazione.

Aliens

Alla fine Ripley e Newt dormono finalmente un sonno senza incubi, ibernate per un lungo viaggio di ritorno verso casa. Aliens è una fiaba spaziale orrorifica in cui i mostri “sotto alle capsule” (non) sono del tutto cacciati. James Cameron eredita il capolavoro di Ridley Scott, evolvendolo in qualcosa di nuovo. Un altro capolavoro.


TITOLO ORIGINALE
Aliens

PRODUZIONE
Gale Anne Hurd

REGIA
James Cameron

SCENEGGIATURA
James Cameron

STORIA
James Cameron
David Giler
Walter Hill

SOGGETTO
Dan O’Bannon
Ronald Shusett

CAST
Sigourney Weaver (Ellen Ripley)
Carrie Henn (Rebecca ‘Newt’ Jordan)
Michael Biehn (Caporale Dwayne Hicks)
Paul Reiser (Carter J. Burke)
Lance Henriksen (Bishop)
Bill Paxton (Soldato William Hudson)
William Hope (Tenente William Gorman)
Jenette Goldstein (Soldato Jenette Vasquez)
Al Matthews (Sergente Al Apone)
Mark Rolston (Soldato Drake)
Ricco Ross (Soldato Frost)
Colette Hiller (Caporale Ferro)
Daniel Kash (Soldato Spunkmeyer)
Cynthia Dale Scott (Caporale Cynthia Dietrich)
Tip Tipping (Soldato Tim Crowe)
Trevor Steedman (Soldato Wierzbowski)
Paul Maxwell (Van Leuwen)

COLONNA SONORA
James Horner

FOTOGRAFIA
Adrian Biddle

MONTAGGIO
Ray Lovejoy

SCENOGRAFIA
Peter Lamont
Crispian Sallis

COSTUMI
Emma Porteous

 

Precedente Alien (1979) di Ridley Scott | Il verdetto di Alessandro Pin Successivo The Circle (2017) di James Ponsoldt | Il verdetto di Alessandro Pin