Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) di Zack Snyder | Recensione

Batman V Superman: Dawn of Justice

EDIZIONE CINEMATOGRAFICA
3 Stars
ULTIMATE EDITION
3.5 Stars
Avventura, Azione, Fantastico

RECENSIONE
di Alessandro Pin

Il Batman fumettistico snyderiano subentra a quello cinematografico nolaniano

Christopher Nolan con il suo Batman Begins (2005) segna una svolta nell’iconografia cinematografica del cavaliere oscuro, allontanandosi dalle gotiche e affascinanti atmosfere di Tim Burton (che dipinge un’oscura e impareggiabile Gotham), dai saturi contrasti dei troppo colorati scenari punk di Joel Schumacher (da dimenticare) per ergere un nuovo vigilante mascherato, in difesa di una metropoli in cui il crimine organizzato è la principale minaccia alla giustizia. Rispecchia con grande concretezza scenica un complesso mondo contemporaneo permeato da un’atmosfera tangibile e misteriosa da vero crime movie. Christopher Nolan, avvicinandosi con sobrietà e competenza alla mature opere di Frank Miller (Batman: Anno uno) e Alan Moore (Batman: The Killing Joke), inaugura una nuova era per il cavaliere oscuro (protagonista di una trilogia che lo pone a diretto confronto con la Paura del primo film, il Caos del secondo e il Dolore del terzo), “triangolando” la psicologia del personaggio con grande maestria cinematografica; tale completezza, tuttavia, ha impedito di essere pietra d’angolo per edificare L’uomo d’acciaio di Zack Snyder. Una trilogia isolata, opera unica e definitiva nella sua perfetta ciclicità narrativa.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Con l’avvallo di Christopher Nolan, Zach Snyder rende possibile l’unione delle icone più famose della DC. BvS sfoggia un cavaliere oscuro del tutto rinnovato con un corposo, quanto misterioso, background alle spalle; il visionario regista mostra l’origine del vigilante mascherato (la morte dei suoi genitori) attraverso un flashback in slow motion come solo Lui sa costruire. Zack Snyder, fin dall’evocativo prologo, rivela il tono dell’opera: una tragedia mitologica (la citazione a Excalibur di John Boorman è profetica). In BvS è esplorato un lato del personaggio precluso finora al grande schermo (evoluzione spirituale del cavaliere oscuro nolaniano): Batman è pervaso da un integro senso morale di giustizia che lo pone a diretto confronto (fisico e psicologico) col dio distruttore di città.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Il confronto tra le due icone DC

SUPERMAN: DIO DISTRUTTORE, POI SALVATORE

Superman (Henry Cavill), dimentico dell’ingenuità che lo caratterizza nelle precedenti incarnazioni (qui in una veste più oscura), si erge a difensore degli oppressi, sperando che le masse possano così abbracciare un comune senso di fratellanza e pacifismo. La realizzazione di questa utopia (maledizione e responsabilità per il più potente dei supereroi) è la “vera” kryptonite di Superman, attanagliato dal dubbio che pà Kent avesse ragione, dopotutto, sul fatto che l’umanità non sarebbe stata pronta ad accettarlo (evinto dal bisogno della gente di riavere indietro la propria vita, strappatagli dopo la devastazione di Metropolis, crocifiggendo il capro espiatorio più comodo per la loro umana paura del diverso), ma anche che il padre naturale Jor-El abbia sbagliato nel considerarlo uno scudo per i più deboli e un simbolo di salvezza per il genere umano. La visione di Superman (una sorta di Icaro che precipita nel tentativo di raggiungere un sogno irrealizzabile – la sola differenza è che l’uomo d’acciaio non è indebolito dal Sole, ma ne trae forza) è la cieca protezione e salvaguardia del diffidente genere umano, per la cui realizzazione deve volare in alto, tra le stelle, per allontanare il Male dal mondo. Ecco la speranza del cambiamento che solo Superman può perpetuare (dono di salvezza e misericordia per l’umanità di due padri sacrificatosi per lui): convincere la gente che il nemico è altrove, una diversa minaccia che ancora deve palesarsi.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Batman V Superman: Dawn of Justice

BATMAN: UOMO OTTENEBRATO, POI REDENTO

Qui, il cavaliere oscuro ha una maggior consapevolezza rispetto all’uomo d’acciaio. Attraverso una suggestiva sequenza onirica (inserita coraggiosamente in medias res, anziché post-credit), Bruce Wayne “esplora” un possibile e minaccioso futuro (con uno dei camei più interessanti e fantascientifici visti in un cinecomic). Batman rappresenta l’eccezionalità dell’uomo mortale che lotta contro un dio, poiché percepito come un danno per l’umanità. Ben Affleck ha il volto squadrato e inespressivo, il fisico possente e muscoloso; caratteristiche perfette per il “doppio” ruolo. L’attore più convincente, nonostante l’ottima interpretazione dell’“aristocratico” Christian Bale, l’affascinante tenebrosità di Michael Keaton e il prototipo immortale di Adam West, tralasciando la scialba interpretazione di Val Kilmer e il peggior ruolo di George Clooney (per sua stessa ammissione). Dopo lo scivolone con Daredevil di casa Marvel, Ben Affleck ha mostrato coraggio nel cimentarsi nuovamente in un ruolo supereroistico, interpretando qui un cavaliere oscuro che agisce col favore delle tenebre, affranto e affaticato dalla sua crociata e consegna alla giustizia pericolosi criminali (dopo averli marchiati come in una caccia rabbiosa) in una Gotham che non dorme mai. Sconfitto da una pazzia indomabile e sarcastica (terribili scherzi del destino, o di un folle clown) è stato privato di ciò che aveva di più caro e condotto su un sentiero battuto dall’ira. Un’era oscura per un Batman punitore e militarizzato. Il Male, incarnato in un sadico e niveo folle uomo (il Joker di Jared Leto sarà presente in Suicide Squad), ha avvelenato il suo senso di giustizia, ma non gli ha impedito di combattere ancora il crimine. L’arrivo di Superman scatena il furore di un cuore ferito e pulsante vendetta.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Batman V Superman: Dawn of Justice

Lo scontro che mette la potenza di un dio contro le tecnologiche contromisure dettate dall’astuzia e dall’esperienza del detective più intelligente al mondo, ancora una volta spalleggiato dall’immancabile e fido aiutante Alfred Pennyworth (un sornione Jeremy Irons, dal tratto british volutamente marcato e sottile “vena comica”, che sostituisce il più composto Michael Caine), rappresenta una conquista cinematografica, poiché per la prima volta si scontrano sul grande schermo le due icone DC; un tributo visivo ai fumetti Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller e La morte di Superman. Il sanguinoso duello si conclude magnificamente: una regressione all’infanzia di entrambi che ricordano le figure genitoriali che hanno perduto; monito fondamentale sull’importanza della famiglia.

Batman V Superman: Dawn of Justice

LOIS & CLARK

Anche Clark Kent trova il giusto spazio: la storia sentimentale con Lois Lane (la sempre sensuale Amy Adams) e la vita giornalistica presso il Daily Planet sotto la severa direzione di Perry White (Lawrence Fishburne). Lois è a conoscenza dell’identità di Superman (aver evitato di riproporre un Clark Kent che non si deve più goffamente nascondere dietro un paio di occhiali, celando così la propria identità all’amata giornalista, è un coraggioso cambiamento e una necessaria evoluzione del personaggio); il loro rapporto, così, acquista una nuova dimensione rimasta per troppo tempo inesplorata. Clark è avvilito, poiché si rende conto di quanto l’immagine di Superman sia corrotta nella mente e nel cuore dell’umanità, mentre Lois crede ancora nel suo ruolo di Salvatore e la Speranza che rappresenta. Lois è la chiave della salvezza del genere umano, o della sua estinzione (Zack Snyder avvolge il personaggio di una misteriosa aura metafisica).

Batman V Superman: Dawn of Justice

LEX LUTHOR: GIOVANE DEICIDA, POI IMPAZZITO

Se la diversa concezione di salvezza e protezione verso il genere umano è il combustibile dello scontro tra Batman e Superman, allora Lex Luthor (l’esatto opposto di Bruce Wayne, ovvero un ancor più ricco imprenditore filantropo, ma pazzo ed egocentrico) ne è il comburente che permette alle fiamme del Giudizio di consumare il mondo con mostruosa follia, bruciando vittime innocenti, compresa la senatrice Finch (Holly Hunter): pedone sacrificabile che cerca di impedire a Luthor di entrare in possesso della gustosa “caramella verde”. Jesse Eisenberg dona al personaggio un’eccentrica e brillante freschezza giovanile, ma troppo sopra le righe e lontano dalla perfetta caratterizzazione di Gene Hackman e Kevin Spacey.

Batman V Superman: Dawn of Justice

LUTHOR COME IL DOTTOR FRANKESTEIN

Ancora una volta Luthor sbandiera lo slogan “la distruzione di Superman” (invidioso della popolarità e della potenza del dio precipitato dal cielo che oscura la sua ascesa al potere). Qui, per battere il suo acerrimo nemico si allontana dalla concezione di Prometeo per abbracciare una più folle e mostruosa idea: la creazione del pericoloso ibrido alieno Doomsday (l’abominio che, nei fumetti, riesce a uccidere Superman), inondando di energia (come il Dottor Frankenstein) il corpo riesumato di Zod. La concezione artistica dei mostruosi supercattivi, tuttavia, è sempre la stessa (sembra quasi un Troll di caverna de Il Signore degli Anelli).

Batman V Superman: Dawn of Justice

Un universo immenso permeato di mitologia ancestrale

Se ne L’uomo d’acciaio, Superman lascia una Metropolis devastata dalla lotta aerea contro il Generale Zod (giustificata in questo seguito e a cui magistralmente si ricollega), lo stesso non si può dire del finale di BvS, ove è l’unione che fa la forza (come insegnano i corali film dei compagnoni vendicatori di casa Marvel). Batman e Superman uniscono le forze con Wonder Woman (la splendida Gal Gadot che sostituisce la televisiva e immortale Lynda Carter) per contrastare Doomsday. Il ruolo, purtroppo, è appena accennato (la cui definizione troverà ragione nel capitolo a Lei dedicato), ma gli innumerevoli elementi chiave presenti (si comprende come nel mondo vi siano esseri superlativi – i metaumani – che vivono ancora nell’inconsapevolezza di esser parte di un disegno più grande – la Justice League) spalancano energicamente le porte verso la visione dei futuri tasselli di questo meraviglioso universo permeato di antica mitologia. Zach Snyder e gli sceneggiatori David S. Goyer e Chris Terrio mostrano efficacemente il legame tra Superman e Batman (siglato da una predestinata omonimia) che, seppur sembri fragile, è rafforzato dall’amore materno. Elementi cristiani sono inseriti in un quadro all’apparenza pagano: il “tradimento” di Batman è assimilabile a quello di Giuda nei confronti di Cristo, identificato in Superman, che affronta la Passione per salvare il mondo dal titanico Male, mentre Lois Lane è Maddalena, e Marta Kent (Diane Lane) la mater dolorosa. Al termine del conflitto Superman sanguina ed è così deposto e avvolto nel suo mantello (il sudario), come nell’affresco The Descent from the Cross di Peter Paul Rubens); infine risorge per completare il sincretico affresco.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Batman V Superman: Dawn of Justice

Soundtrack ancora più Steel

Hans Zimmer (che riesce a non ripresentare le musiche del cavaliere oscuro nolaniano) e Junkie XL identificano ogni personaggio in modo univoco, componendo un tema introspettivo per Bruce Wayne e uno presagente oscurità per Batman, uno barocco ed elfmaniano per Lex Luthor, e infine uno in cui predominano elettroniche e violente percussioni per Wonder Woman; inoltre richiamano e ampliano gli evocativi brani de L’uomo d’acciaio. Una colonna sonora che scandisce prepotentemente la presenza di ogni personaggio. Potente. Epica.

Il visionario Zack Snyder colpisce al cuore, in profondità

Zack Snyder con il suo stile vincente e fumettistico (seppur “realistico”, complice l’uso della pellicola) esaspera sempre (e per fortuna) un menefreghismo delle metriche cinematografiche, gestisce una grande mole d’azione e stratifica il simbolismo e i profondi significati che vanno a comporre una fitta rete di dettagli, del cui ottimale sbroglio alla produzione poco importa. Un contesto frammentario, complice un montaggio che spezza la narrazione in più punti, impedisce ad alcune sottotrame nel primo atto di evolversi logicamente nel secondo (ciò che difetta è l’esplicazione delle cause che portano allo sconto tra Batman e Superman). Nel cinecomic (che tutti stavamo aspettando), tuttavia, è l’entusiasmo il vero trasporto emotivo che unito a un’atmosfera tra le più dark e ancestrali fanno volare lo spettatore, come quel “falso dio” bisognoso di riscattarsi.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Ultimate Edition

BvS alla sua uscita nelle sale cinematografiche non è stato accolto positivamente dalla critica; un montaggio frammentario ha impedito un prosieguo logico e coerente della narrazione, seppur profonda nella sua magnificente mitologia. Zach Snyder ha inserito numerosi elementi di difficile gestione, ma con un simbolismo non indifferente. La Warner Bros. ha avuto la discutibile idea di tagliare mezz’ora di pellicola per non “appesantire” la visione del cinecomic per lo spettatore medio (abituato a due ore abbondanti per il genere, ma sempre ben lontani dalla soglia delle tre ore); questa scelta si è ripercossa negativamente sull’esito finale. L’Ultimate Edition si rivela basilare, poiché riesce a ridare il giusto peso al primo atto e una coerenza finalmente logica degli eventi che conducono al secondo. Il complotto ordito da Lex Luthor che mette uno contro l’altro i due supereroi suscita ora una nuova consapevolezza nello spettatore che si sente maggiormente coinvolto nelle conseguenze che i protagonisti, per cause di forza maggiore, sono destinati ad affrontare. Ciò che sembrava lapalissiano allo spettatore elucubrante, nell’Ultimate Edition si palesa anche per il profano, andando a impreziosire la narrazione con le adeguate ragioni del titanico confronto. Elementi nuovi non mancano, come Jenet Klyburn (Jena Malone) che aiuta Lois nella sua indagine.

BVS

Mentre le superbe Edizioni Estese de Il Signore degli Anelli servono ad approfondire trame e personaggi per i più curiosi, con dialoghi secondari che arricchiscono il plot principale (anziché aggiustarlo), qui ci si trova di fronte a un prodotto definitivo e necessario, per permettere finalmente di trarre il giusto giudizio di quest’opera imponente. Gridare al miracolo sarebbe eccessivo, poiché, nonostante tutto, il difetto viscerale di BvS resta: la caratterizzazione dei supercattivi. Il magnifico affresco di Zach Snyder, così completo, non raggiunge (per poco) quello stato di perfezione, l’assoluto adamantino.

TITOLO ORIGINALE
Batman v Superman: Dawn of Justice

PRODUZIONE
Charles Roven
Deborah Snyder

REGIA
Zack Snyder

SCENEGGIATURA
Chris Terrio
David S. Goyer

SOGGETTO
Bob Kane
Bill Finger
Jerry Siegel
Joe Shuster

CAST
Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman)
Henry Cavill (Clark Kent/Superman)
Amy Adams (Lois Lane)
Jesse Eisenberg (Lex Luthor)
Diane Lane (Martha Kent)
Laurence Fishburne (Perry White)
Jeremy Irons (Alfred Pennyworth)
Holly Hunter (Senatrice Finch)
Gal Gadot (Diana Prince/Wonder Woman)

COLONNA SONORA
Junkie XL
Hans Zimmer

FOTOGRAFIA
Larry Fong

MONTAGGIO
David Brenner

SCENOGRAFIA
Patrick Tatopoulos
Carolyn ‘Cal’ Loucks

COSTUMI
Michael Wilkinson

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