Il Libro della Giungla (2016) di Jon Favreau | Recensione

Il Libro della Giungla

3 Stars
Giudizio: Ottimo
Genere: Avventura, Fantastico


RECENSIONE
di Alessandro Pin

Corre l’anno 1967, quando nei cinema esce Il Libro della Giungla, cartone animato firmato Disney che narra di un fanciullo sperduto in un’immensa giungla ricca di fascino, ma colma di pericoli. I compagni di Mowgli sono animali parlanti che lo accompagnano nelle sue avventure tra insegnamenti di vita e balli a ritmo di musica; la colonna sonora di questa suggestiva trasposizione live action ripropone i versi e la musicalità delle canzoni che hanno reso il cartone un vero cult. Jon Favreau (Iron Man, Iron Man 2) fa correre un bambino vero (Neel Sethi) tra ingarbugliate liane, tortuosi alberi, scoscesi dirupi, pericolosi guadi di lunghi torrenti: un incredibile realismo scenico; una natura viva animata da una miriade di animali digitali le cui movenze si integrano perfettamente con lo scenario. Il risultato è sbalorditivo.

Il Libro della GiunglaLa pantera nera Bagheera trova Moogli e lo porta dai lupi che se ne prendono cura, crescendolo sotto la Legge della Giungla: “La forza del branco è il lupo, la forza del lupo è il branco”. Raksha, la madre dei lupi, considera il bambino come un figlio, ma questo indebolisce il branco (l’analogia con la storia del cuculo rende il film molto più profondo e maturo di quanto non possa sembrare) e così Mowgli è costretto ad allontanarsi per proteggere la sua famiglia.

Il Libro della GiunglaIl figlio della giungla affronta incredibili peripezie ed è braccato dalla tigre Shere Khan (il realismo nel creare la terrificante tigre sfregiata rimanda al felide digitale di Vita di Pi). Il bambino incontra l’orso pigrone Baloo che lo salva dalle spire del serpente Kaa e diventa presto il suo migliore amico. Baloo è l’elemento chiave dell’emancipazione di Mowgli, ovvero un compagno di avventura che considera la vita un puro piacere dei sensi da cogliere al volo (carpe diem), lontano dalla Legge della Giungla da lui considerata una mera propaganda. Baloo rappresenta il mentore “alternativo”, colui che apre la mente a Mowgli (troppo ancorato a viver come animale) a nuove possibilità, facendogli capire la sua origine di uomo e i benefici che può trarne.

Il Libro della GiunglaMowgli si imbatte nel pericoloso e gigantesco orango Louie che soccombe sotto le macerie di un tempio in rovina. Re Louie è il più meschino tra gli animali (identificabile con l’uomo politico corrotto) e vuole ciò che ogni altro re pretende di avere: il potere. La razza degli uomini è la più pericolosa specie di predatori, in cima alla piramide alimentare, poiché detiene il dono di accendere e controllare il fuoco (dagli animali conosciuto come il “fiore rosso”, un’affascinante analogia poetica).

Il Libro della GiunglaMowgli si diletta giovane Prometeo per affrontare gli eventi, portando il fuoco nella tana del leone (o meglio dell’acerrima tigre), quella che una volta era la sua casa. Shere Khan è accecata dalla vendetta contro la minaccia rappresentata dagli esseri umani e il bisogno di uccidere la rende un nemico ferale e territoriale contro cui solo l’ingegno dell’uomo può avere la meglio. Alla fine, diventato un eroe per gli abitanti della giungla, Mowgli si ricongiunge all’amico Baloo e al mentore Bagheera con i quali continua la sua corsa, tra le pagine del libro di Rudyard Kipling, che a malincuore finisce troppo presto.


TITOLO ORIGINALE
The Jungle Book

PRODUZIONE
Jon Favreau
Brigham Taylor

REGIA
Jon Favreau

SCENEGGIATURA
Justin Marks

SOGGETTO
Rudyard Kipling

CAST
Neel Sethi (Mowgli)
Bill Murray (Baloo)
Ben Kingsley (Bagheera)
Idris Elba (Shere Khan)
Lupita Nyong’o (Raksha)
Scarlett Johansson (Kaa)
Giancarlo Esposito (Akela)
Christopher Walken (Re Louie)

COLONNA SONORA
John Debney

FOTOGRAFIA
Bill Pope

MONTAGGIO
Mark Livolsi
Adam Gerstel

SCENOGRAFIA
Christopher Glass
Amanda Moss Serino

COSTUMI
Laura Jean Shannon


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