La mummia (2017) di Alex Kurtzman | Recensione

La mummia

1 Stars
Azione, Fantastico, Horror

RECENSIONE
di Alessandro Pin

La mummia inaugura il Dark Universe, un ciclo di pellicole che ha per protagonisti i mostri più famosi della Universal. Come inizio, purtroppo, è imbarazzante. Il regista Alex Kurtzman non è riuscito a riproporre efficacemente l’iconico mostro, nonostante sia presentato in un sorprendente slapstick e impersonato dalla focosa Sofia Boutella (di cui si apprezza lo sforzo). Dopo il ridondante prologo, conosciamo il protagonista Nick (Tom Cruise) e la sua spalla Chris (Jake Johnson, stucchevolmente comico) che per individuare un antico, misterioso e prezioso tesoro sepolto fronteggiano “iracheni insorti”. Uno sfondo bellico poco convincente in cui la componente action è poco credibile, così come il successivo disastro aereo (discretamente diretto) – gli sceneggiatori David Koepp, Christopher McQuarrie e Dylan Kussman ovviano velocemente al problema concedendo a Nick l’immortalità (dannata). Banale. La sabbia non è l’elemento principale (bellissime dune si intravedono solo nelle ripetitive “visioni maledette” di Nick), ciò che predomina sono tanto fumo e un costante e ingiustificato grigiore che invadono le strade londinesi.

La mummia

Due i personaggi femminili. Ahmanet (la mummia) corrotta e bellissima e maledetta, poiché nell’antico Egitto assassinò il faraone Menehptre; una volta liberata da Nick dalla sua tombale prigione immersa nel mercurio sprigiona il Male nel mondo (le dieci piaghe d’Egitto non sono neanche menzionate). L’altra è Jenny (Annabelle Wallis), un’improvvisata archeologa, agente segreto contro il Male, ma al servizio di un altro mostro; la sua missione è salvare Nick da un destino infausto; purtroppo è prigioniera di una caratterizzazione superficiale e ingenua di fronte all’“amabile canaglia” che si fa beffe dei sentimenti che prova per lui. La venalità è l’ingrediente che definisce i personaggi, una semplicità implacabile che non si evolve. Quanto si rimpiange la coppia Brendan Fraser/Rachel Weisz ne La mummia del 1999 e i loro battibecchi da innamorati. Più genuini. Briosi. Solari. Sinceri.

La mummia

Nell’incipit (poi noiosamente e inutilmente ripreso in medias res), i resti di una civiltà passata vengono scoperti a Londra durante alcuni lavori di scavo per costruire una nuova metropolitana (omaggio a L’astronave degli esseri perduti del 1967); una donna che assorbe ed esaurisce la forza vitale delle sue vittime per rinvigorirsi (Space Vampires del 1985); un insetto che si insinua nell’orecchio della vittima per controllarne la mente (Star Trek II – L’ira di Khan del 1982); e ultimi, ma non ultimi, La casa di Sam Raimi (1981) e combattimenti subacquei come in Zombie 2 di Lucio Fulvi. La mummia è priva di personalità, identificandosi in una commistione di omaggi, celebrazioni, idee già sfruttate.

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Cocente delusione di fronte a un Russell Crowe costretto ad affondare continuamente in una forma di auto-parodia: un “mostro” a capo di un’agenzia anti-Male. Il personaggio più atteso e il più sprecato: la trasformazione in Mr. Hyde (una banale mutazione da peggior cinepanettone di mostri) è completamente fuori luogo e gestita male. Ciò che resta è la mera curiosità di scoprire come evolverà questo universo che inizia sotto terra, e alla fine sotto terra rimane.

TITOLO ORIGINALE
The Mummy

PRODUZIONE
Sarah Bradshaw
Sean Daniel
Alex Kurtzman
Chris Morgan

REGIA
Alex Kurtzman

SCENEGGIATURA
David Koepp
Christopher McQuarrie
Dylan Kussman

STORIA
Jon Spaihts
Alex Kurtzman
Jenny Lumet

CAST
Tom Cruise (Nick Morton)
Russell Crowe (Dr. Henry Jekyll/Mr. Hyde)
Annabelle Wallis (Jenny Halsey)
Sofia Boutella (Ahmanet)
Jake Johnson (Chris Vail)
Courtney B. Vance (Colonnello Greenway)
Marwan Kenzari (Malik)

COLONNA SONORA
Brian Tyler

FOTOGRAFIA
Ben Seresin

MONTAGGIO
Gina Hirsch
Paul Hirsch
Andrew Mondshein

SCENOGRAFIA
Jon Hutman
Dominic Watkins
Jille Azis
Daniel Birt
Liz Griffiths

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