L’alba del pianeta delle scimmie (2011) di Rupert Wyatt | Recensione

L’alba del pianeta delle scimmie

3.5 Stars

RECENSIONE
di Alessandro Pin

Cesare è uno scimpanzé fuori dal comune. Nato in laboratorio, è tenuto nascosto da uno scienziato (James Franco) che sta per giungere a una scoperta sorprendente: la cura per l’Alzheimer. Motivato dalla grave e degenerativa condizione mentale del padre (John Lithgow), lo scienziato sperimenta il farmaco genico, all’insaputa dell’azienda, sul vecchio e malato genitore. Gli anni passano, lo scimpanzé cresce e il padre sembra essere rinato; tuttavia Cesare, potenziato dallo stesso virus, è soggetto a un livello d’apprendimento esponenziale e così per lo scienziato è sempre più difficile tenerlo con sé. Fino al giorno in cui lo perderà per sempre.

L’alba del pianeta delle scimmie

L’alba del pianeta delle scimmie è una storia profonda, carica di significato. Dolore. Rinascita. Perdita. Schiavitù. Ribellione. Temi carissimi alla fantascienza che sono qui esplosi e concentrati in un fragoroso e scioccante “NO!”, pronunciato con consapevolezza e coscienza di sé dal primate più intelligente. Colui che vuole dominare l’uomo. Dominare tutto.

L’alba del pianeta delle scimmie è il settimo film della serie, ma getta le basi per un nuovo inizio. Un inizio superbo. Vediamo come l’umanità è impreparata di fronte a una specie (la più somigliante a livello biologico) capace di prevaricare e diventare quella dominante sulla Terra. Inquietante e profetico è il terrore dipinto sul volto dei ricchi investitori della compagnia galenica che assistono impotenti all’uccisione di uno scimpanzé impazzito e rabbioso. Potenziato anch’esso. Conseguenza della mancanza di controllo sul pericoloso virus, della cui diffusione l’essere umano nulla può, poiché inconsapevole di aver scoperchiato (con l’arroganza che ci caratterizza) il vaso di Pandora. La narrazione fa riflettere e porta inesorabilmente il genere umano sull’orlo dell’estinzione. Quasi un castigo divino per aver cercato di riscrivere le leggi della Natura. Un monito fondamentale.

L’alba del pianeta delle scimmie

L’avvento di Cesare è l’inizio della fine. Un comandante di eserciti (come l’Imperatore romano) che piega al suo volere gli altri primati, incatenati dall’uomo malvagio e crudele che li sfida e si prende gioco di loro, chiudendoli in anguste gabbie. Il manicomio/deposito per scimmie è lo scenario dell’atto centrale. Gli antagonisti sono uomini senza scrupoli: il padrone e lo schiavista (Brian Cox e Tom ‘Draco Malfoy’ Felton). Là fuori, ciò che separa le scimmie dalla gigantesca foresta di sequoie del parco naturale della Contea di Marin è il Golden Gate Bridge, scenario della cruenta battaglia finale immortalata dalla sfolgorante fotografia di Andrew Lesnie.

L’alba del pianeta delle scimmie

Rupert Wyatt è abile nel mostrare la storia scritta da Amanda Silver, Rick Jaffa e Jamie Moss, divisa in tre atti caratterizzanti tre differenti generi (come in Spartacus e Il Gladiatore): il dramma famigliare, la prigionia coatta, la battaglia per la libertà. Gli effetti speciali sono all’avanguardia e mostrano mimiche e movenze incredibilmente fluide e cariche di emozioni. Sorprende sempre l’incredibile bravura e dedizione di Andy Serkis (ciò che stupisce maggiormente è come non abbia ancora ricevuto il riconoscimento che merita) che ci regala una perfetta interpretazione di Cesare in motion capture.

L’alba del pianeta delle scimmie

La pellicola cresce continuamente in numero e dimensione, mentre la trama caratterizza con grande efficacia tutti i personaggi in modo drammatico. L’alba del pianeta delle scimmie è una storia profonda, carica di significato. Dolore. Rinascita. Perdita. Schiavitù. Ribellione. Temi carissimi alla fantascienza che sono qui esplosi e concentrati in un fragoroso e scioccante “NO!”, pronunciato con consapevolezza e coscienza di sé dal primate più intelligente. Colui che vuole dominare l’uomo. Dominare tutto.

TITOLO ORIGINALE
Rise of the Planet of the Apes

PRODUZIONE
Peter Chernin
Dylan Clark
Rick Jaffa
Amanda Silver

REGIA
Rupert Wyatt

SCENEGGIATURA
Rick Jaffa
Amanda Silver

SOGGETTO
Pierre Boulle

CAST
Andy Serkis (Cesare)
Karin Konoval (Maurice)
Terry Notary (Rocket/Occhi luminosi)
Richard Ridings (Buck)
Christopher Gordon (Koba)
Devyn Dalton (Cornelia)
Jay Caputo (Alfa)
James Franco (Will Rodman)
Freida Pinto (Caroline Aranha)
John Lithgow (Charles Rodman)
Brian Cox (John Landon)
Tom Felton (Dodge Landon)
David Oyelowo (Steven Jacobs)
Tyler Labine (Robert Franklin)
Jamie Harris (Rodney)
Ty Olsson (Capo John Hamil)

COLONNA SONORA
Patrick Doyle

FOTOGRAFIA
Andrew Lesnie

MONTAGGIO
Conrad Buff IV
Mark Goldblatt

SCENOGRAFIA
Claude Paré
Elizabeth Wilcox

COSTUMI
Renée April

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