Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar (2017) di Joachim Rønning ed Espen Sandberg | Recensione di Alessandro Pin

La vendetta di Salazar

COMMENTO

Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar fa navigare lo spettatore in acque mosse, coi tipici elementi fantasy della serie e al timone un lupo di mare che mai sbiadisce; tuttavia ci si accorge di come il franchise sia arrivato a un punto morto, senza più sorprendere, e con diversi “buchi nella barca”. Il risultato fa acqua da tutte le parti.

VALUTAZIONE

TECNICA 3 Stars
SCRITTURA 2 Stars
RECITAZIONE 3 Stars
EMOZIONE 2 Stars
MEDIA
2.5 Stars
5

RECENSIONE

In una città dei Caraibi, entrata nell’era moderna (e munita di gigantesco telescopio), non è tutto oro quel che luccica. Ritroviamo il dinoccolato Jack Sparrow (Johnny Depp) e la sua ciurmaglia protagonisti di un incipit da caper movie senza emozione. Dopo le peripezie borderline (il fatalismo, qui fin troppo esasperato, è il marchio di fabbrica della serie), l’equipaggio (e lo spettatore) si accorge che perseguire Capitan Sparrow in ogni dove è un rischio che non vale la pena correre. Le conseguenze fanno fatica a trovare giustificate cause; tutto è dato per scontato.

La vendetta di Salazar

L’antagonista (dall’andatura in slow motion) è presentato in modo eccelso per poi annegare in una banale caratterizzazione; il diabolico Armando Salazar, angosciante e terrificante (Javier Bardem è sempre a suo agio nel ruolo di cattivo), libera i pescecani-zombie della guerra e cerca disperatamente vendetta contro colui che l’ha ridotto a fantasma di morte: Capitan Jack Sparrow. In un flashback (necessario) si capisce come Jack abbia assunto il nomignolo di “passero” dopo un’avventata strategia da giovane lupo di mare che ha imprigionato Salazar nel Triangolo del Diavolo (immancabile la tradizionale tecnica del ringiovanimento digitale).

La vendetta di Salazar

È Johhny Depp a tenere alto il morale, poiché i due nuovi protagonisti, Henry Turner (Brenton Thwaites), figlio del maledetto Will Turner (Orlando Bloom), e Carina Smith (Kaya Scodelario), astronoma tacciata strega/gastronoma, non reggono la scena. La missione che Henry decide di intraprende è recuperare il Tridente di Poseidone per spezzare ogni maledizione che grava sul padre (MacGuffin dell’avventura a cui è riservato un cameo all’inizio e alla fine) imprigionato negli abissi. Il figlio Henry libera così il pirata più ricercato da un “giro di ghigliottina” affinché possa aiutarlo ad affrontare il viaggio.

Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar

Capitan Sparrow al comando della Perla Nera, la nave (in bottiglia) più veloce dei sette mari, trova supporto inatteso nell’acerrimo nemico/amico di sempre, Hector Barbossa (Geoffrey Rush) che, come sua consuetudine, è voltagabbana di insuperabile bravura che qui si scopre padre assente e snaturato (ormai è cliché della Disney puntare tutto sul valore della famiglia e porre il focus su figure paterne ritrovate e sacrificabili); uno stravolgimento inatteso e sconsiderato del personaggio.

La vendetta di Salazar

La saga Disney dei Pirati giunge (al suo quinto capitolo) a un chiaro e inequivocabile epilogo con uno spiraglio all’orizzonte che in qualche modo lascia supporre che ci possa (purtroppo) essere un seguito. Joachim Rønning ed Espen Sandberg dirigono un’avventura marinaresca leggera e per nulla impegnativa, ma che si ripete in fughe rocambolesche e si perde al largo, molto lontana dalla solida definizione del primo capitolo.

La vendetta di Salazar

Fede, scienza, magia, famiglia. Ingredienti tutti presenti nella ben collaudata ricetta, ma gettati nel calderone senza molta cura e mal dosati. Non basta lo zio di Jack Sparrow (Paul McCartney), una fattucchiera che pratica stregoneria (Golshifteh Farahani) e la fugace e necessaria apparizione dell’intramontabile Keira Knightley a bilanciare l’annacquata miscela esplosiva. Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar fa navigare lo spettatore in acque mosse, coi tipici elementi fantasy della serie e al timone un lupo di mare che mai sbiadisce; tuttavia ci si accorge di come il franchise sia arrivato a un punto morto, senza più sorprendere, e con diversi “buchi nella barca”. Il risultato fa acqua da tutte le parti.


TITOLO ORIGINALE
Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales

PRODUZIONE
Jerry Bruckheimer

REGIA
Joachim Rønning
Espen Sandberg

SCENEGGIATURA
Jeff Nathanson

STORIA
Jeff Nathanson
Terry Rossio

SOGGETTO
Ted Elliott
Terry Rossio
Stuart Beattie
Jay Wolpert

CAST
Johnny Depp (Capitan Jack Sparrow)
Javier Bardem (Capitan Salazar)
Geoffrey Rush (Capitan Hector Barbossa)
Brenton Thwaites (Henry Turner)
Kaya Scodelario (Carina Smyth)
Kevin McNally (Gibs)
Golshifteh Farahani (Shansa)
David Wenham (Scarfield)
Stephen Graham (Scrum)
Angus Barnett (Mullroy)
Martin Klebba (Marty)
Adam Brown (Cremble)
Giles New (Murtogg)
Orlando Bloom (Will Turner)
Keira Knightley (Elizabeth Swann)
Paul McCartney (Zio Jack)

COLONNA SONORA
Geoff Zanelli

FOTOGRAFIA
Paul Cameron

MONTAGGIO
Roger Barton
Leigh Folsom Boyd

SCENOGRAFIA
Nigel Phelps
Beverley Dunn
Shannon Gottlieb

COSTUMI
Penny Rose

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