Smetto quando voglio – Masterclass (2017) di Sydney Sibilia | Recensione

Masterclass

2.5 Stars
Commedia


RECENSIONE
di Alessandro Pin

La “banda dei ricercatori” è tornata. Sydney Sibilia non dirige solo il sequel del fortunato Smetto quando voglio, ma alza il tiro e gira back-to-back anche il terzo e conclusivo capitolo. Un’operazione “all’americana” che dimostra che anche il cinema nostrano può concepire storie da spalmare, con grande abilità, in più film. Operazione becera, come la definisce il regista, ma efficace. Nel primo capitolo brillanti ricercatori, vittime del precariato e di un ambiente lavorativo che non offre un adeguato riconoscimento per il loro campo di specializzazione (il tema dei “cervelli in fuga” fa capolino con frizzante ironia) sono obbligati a cercare un metodo “alternativo” per guadagnarsi da vivere, semplicemente sfruttando le loro capacità. Il gruppo è così composto: il Neurobiologo (Edoardo Leo, dalla fluente parlantina), il Chimico (Stefano Fresi), l’Antropologo (Pietro Sermonti), l’Archeologo (Paolo Calabresi), l’Esperto di macroeconomia (Libero De Rienzo) e i Latinisti (Valerio Aprea e Lorenzo Lavia). Queste sono le menti che vanno a comporre la più divertente banda che produce droga, ma non solo questo. La “molecola” che creano è legale e del tutto nuova; inizia una vera e propria “golden age” che, loro malgrado, dura poco. Qui si innesta Masterclass.

Masterclass

La polizia si ritrova per le mani l’ingenuo Chimico della banda e riesce facilmente a risalire al capobanda, il Neurobiologo. La “poliziotta cattiva” (la new entry Greta Scarano) decide di porre fine al traffico di smart drugs, non ancora catalogate come stupefacenti dal Ministero della salute; decide così di ricomporre, in gran segreto, la “banda dei ricercatori” affinché possa determinarne la formula chimica. Una “suicide squad” composta di “bastardi senza gloria” che deve infiltrarsi pericolosamente nei covi degli spacciatori. Dopo la presentazione dei nuovi membri del gruppo – l’Esperto di anatomia (Marco Bonini), l’Ingegnere (Giampaolo Morelli) e l’Esperto di diritto canonico (Rosario Lisma) –, ora un po’ troppo numeroso e complicato da gestire, Sydney Sibilia comincia a fare sul serio e passa alle maniere forti. Tra analisi chimiche in gallerie metropolitane allestite come laboratori e abbordaggi di treni in corsa (il coraggioso regista non si esime dal girare “sequenze estreme” in “situazioni estreme”, ma dannatamente divertenti), gli improbabili eroi fanno di tutto per conquistare la libertà. Tutto questo mentre il Neurochimico, attraverso simpatici siparietti, cerca di convincere la compagna (Valeria Solarino) che presto tornerà a casa da lei; tuttavia la missione prende una piega inattesa per il gruppo. Come ogni seconda parte di un trittico narrativo, bisogna cadere prima di rialzarsi.

Masterclass

Improbabili fuorilegge, molto colti e sofisticati, che da (esperte) prede diventano (inesperti) cacciatori. Masterclass è grottesco (si pensi alla banda che viaggia a bordo di veicoli del Terzo Reich) e tragicomico e assume toni coloriti, resi ancor più evidenti dalla fotografia satura (marchio di fabbrica del brand). È nella passione con cui Sydney Sibilia gioca coi personaggi e li definisce che emerge il suo entusiasmo per il progetto. È come una droga. Non riesce più a smettere. E noi con lui.


TITOLO ORIGINALE
Smetto quando voglio – Masterclass

PRODUZIONE
Domenico Procacci
Matteo Rovere

REGIA
Sydney Sibilia

SCENEGGIATURA
Luigi Di Capua
Francesca Manieri
Sydney Sibilia

CAST
Edoardo Leo (Pietro Zinni)
Valerio Aprea (Mattia Argeri)
Stefano Fresi (Alberto Petrelli)
Paolo Calabresi (Arturo Frantini)
Libero De Rienzo (Bartolomeo Bonelli)
Lorenzo Lavia (Giorgio Sironi)
Pietro Sermonti (Andrea De Sanctis)
Marco Bonini (Giulio Bolle)
Rosario Lisma (Vittorio)
Giampaolo Morelli (Lucio Napoli)
Luigi Lo Cascio (Walter Mercurio)
Greta Scarano (Paola Coletti)
Valeria Solarino (Giulia)
Francesco Acquaroli (Commissario Galatro)
Giusy Buscemi (Alice Gentili)

COLONNA SONORA
Michele Braga

FOTOGRAFIA
Vladan Radovic

MONTAGGIO
Gianni Vezzosi

SCENOGRAFIA
Alessandro Vannucci
Cristina Del Zotto
Mina Petrara

COSTUMI
Patrizia Mazzon


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