Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi (1983) di Richard Marquand | Recensione

Star Wars - Il ritorno dello Jedi

3.5 Stars

RECENSIONE
di Alessandro Pin

Luke Skywalker (Mark Hamill) ha una nuova spada laser, un’atipica tunica nera e una conoscenza obliqua della Forza (che sottolinea il forte legame con Darth Vader). Tornato su Tatooine, suo pianeta d’origine, Luke si reca al palazzo del viscido e “pupazzoso” boss criminale Jabba the Hutt per salvare Han (Harrison Ford), Leia (Carrie Fisher) e Ciube (Peter Mayhew) dalle sue putrescenti e verminose grinfie. Jabba è un malfidente essere senza scrupoli, gestore di bordelli e loschi giri d’affari, paragonabile al più gretto degli esseri umani. In effetti, inizialmente, l’idea era di rappresentare Jabba come un umano, ma successivamente Lucas opta per qualcosa di diverso e dai più alti costi produttivi. Il ritorno dello Jedi rievoca le atmosfere musicali e tavernicole della Cantina di Mos Eisley di Guerre stellari. Un’aria aliena permea il lungo prologo che controbilancia la seriosità con cui si era concluso L’Impero colpisce ancora, riabituando lo spettatore al clima più mite di Star Wars. A questo proposito come non ricordare la seducente mise di Leia (diventata ormai un’icona), tenuta prigioniera dall’anfitrione dei criminali. Leia si riconferma coraggiosa eroina spaziale (addirittura si mimetizza da cacciatrice di taglie) che ha la forza di ribellarsi e uccidere il suo carceriere.

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Un episodio finale non più “a sé stante” come il prototipo Guerre stellari, o visionario come L’Impero colpisce ancora, ma di stampo più hollywoodiano che ha impresso a fuoco nell’immaginario collettivo personaggi, luoghi e musiche unici. La morale del poema stellare è che l’amore vince su tutto, anche sulla potente Forza che permea ogni essere vivente. Drammatico. Epico. Esplosivo.

Grazie alle abilità acquisite, Luke libera Han e salva il gruppo che così riunito può far fronte a una nuova annichilante e terrorizzante minaccia: la Seconda Morte Nera, più grande e potente della Prima e simbolo di efferato dominio che l’Impero impone sulla Galassia. La missione è distruggere il generatore dello scudo della superarma situato sulla luna boscosa di Endor e permettere ai caccia ribelli, guidati da Lando Calrissian (Billy Dee Williams), di penetrare nel ventre della sferoidale bestia di metallo e distruggerla.

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La luna boscosa di Endor è popolata dagli Ewok, simpatici esserini teneri e pelosi che sono, loro malgrado, coinvolti nella lotta contro le truppe imperiali al fianco dei Ribelli guidati da Han, Ciube e Leia. La popolazione indigena vede invaso il proprio mondo e si arma per far fronte alla minaccia imperiale. La fitta vegetazione fa da sfondo a un’iniqua battaglia campale preceduta da spettacolari inseguimenti su moto volanti. Il ritorno dello Jedi si allontana gradualmente dal genere space western che caratterizza i precedenti episodi (si pensi a Jabba, boss locale, che la banda di ribelli deve sconfiggere per fuggire dal suo palazzo, covo di feccia e malvagità della Galassia) per abbracciare il war movie: la potenza dell’Impero è scatenata in una bellissima guerra stellare che segna un nuovo traguardo visivo. I personaggi di supporto al protagonista Luke diventano pezzi di una scacchiera che non rappresenta più intimi conflitti, ma problemi su scala galattica. La forza de Il ritorno dello Jedi è insita nell’aver conciliato entrambi i generi.

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Il carattere dei personaggi e i robusti fili che li legano sono definiti ulteriormente: è disvelata un’altra verità, finora celata (o solo suggerita ne L’Impero colpisce ancora), che lega indissolubilmente Luke a Leia che da autentici amici si trovano a condividere il peso di una difficile eredità. Luke si separa dal gruppo e affronta la sfida che lo attende contro il Male puro, con la consapevolezza donatagli in punto di morte dal maestro Yoda (a cui Lucas concede un’uscita di scena memorabile) e dallo spirito di Obi-Wan. Luke diventa araldo del Lato luminoso della Forza a cui è contrapposto il Lato oscuro abitato da Darth Vader. La linea che li separa si fa più sottile: Luke e Vader, entrambi in conflitto con se stessi, vacillano l’uno nel Lato dell’altro, completandosi come Jedi.

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Lucas presenta il burattinaio che muove gli oscuri fili della trama degli Skywalker. L’Imperatore (Ian McDiarmid, inquietante nel ruolo) asserragliato dentro la sua nuova fortezza è l’acerrimo nemico che ha piegato Vader in passato e desidera rimpiazzarlo con un altro servitore ancora più potente. Un essere malvagio, spregevole, vecchio e deforme che ordisce una trappola contro la Ribellione per annientarla definitivamente. Un cattivo dannatamente perfetto.

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L’emozionante duello finale vede Luke accecato dall’ira sferrare un colpo decisivo (carico di simbolismo) contro Darth Vader, ma l’Imperatore ha previsto tutto e chiede al giovane Jedi di sostituire il padre sconfitto. Il suo rifiuto è punito con indicibili torture causate dall’immenso potere del Lato oscuro della Forza. Un malvagio e ferale atto che solo l’amore di un padre verso un figlio agonizzante può fermare. Anakin Skywalker, colui che fu prima di diventare Vader, il servitore del Male, emerge da strati di metallo fusi da infinita malvagità, vedendo nella salvezza del figlio e nell’uccisione del malvagio genocida l’occasione per redimersi.

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Alla fine il figlio libera il padre morente dal giogo della maschera del Lato oscuro, perdonandolo delle atrocità commesse. Il cerchio tra Luke e Anakin Skywalker si chiude con grande pathos grazie allo straordinario lavoro di John Williams che ha composto marce e arie oscure dirompenti ed evocative. La trilogia classica di Star Wars termina la sua storia tra festeggiamenti e ovazioni per la sconfitta dell’Impero, con l’approvazione e il ringraziamento dei maestri Jedi che furono. Un episodio finale non più “a sé stante” come il prototipo Guerre stellari, o visionario come L’Impero colpisce ancora, ma di stampo più hollywoodiano che ha impresso a fuoco nell’immaginario collettivo personaggi, luoghi e musiche unici. La morale del poema stellare è che l’amore vince su tutto, anche sulla potente Forza che permea ogni essere vivente. Drammatico. Epico. Esplosivo.

TITOLO ORIGINALE
Star Wars: Episode VI – Return of the Jedi

PRODUZIONE
Howard G. Kazanjian

REGIA
Richard Marquand

SCENEGGIATURA
Lawrence Kasdan
George Lucas

STORIA
George Lucas

CAST
Mark Hamill (Luke Skywalker)
Harrison Ford (Han Solo)
Carrie Fisher (Principessa Leia)
Billy Dee Williams (Lando Calrissian)
Anthony Daniels (C-3PO)
Peter Mayhew (Chewbacca)
Sebastian Shaw (Anakin Skywalker)
Ian McDiarmid (Imperatore)
Frank Oz (voce di Yoda)
James Earl Jones (voce di Darth Vader)
David Prowse (Darth Vader)
Alec Guinness (Obi-Wan ‘Ben’ Kenobi)
Kenny Baker (R2-D2)

COLONNA SONORA
John Williams

MONTAGGIO
Sean Barton
Duwayne Dunham
Marcia Lucas

FOTOGRAFIA
Alan Hume

SCENOGRAFIA
Norman Reynolds
Michael Ford
Harry Lange

COSTUMI
Aggie Guerard Rodgers
Nilo Rodis-Jamero

 

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