Ant-Man (2015) di Peyton Reed | Recensione di Alessandro Pin

Ant-Man

Recensione
di ALESSANDRO PIN

Il sardonico ladro di professione Scott Lang (Paul Rudd) è reclutato dallo scienziato Hank Pym (un grande ritorno sugli schermi di Michael Douglas, ringiovanito digitalmente nel prologo) per portare a termine una missione alquanto pericolosa: salvare il pianeta da un’incombente e letteralmente microscopica minaccia che, se non fermata in tempo, scatenerebbe un conflitto globale. Il Dr. Pym, per riuscire nell’impresa, consegna a Scott quella che fu la sua fantascientifica tuta dal design piacevolmente vintage; Scott diventa così il nuovo Ant-Man.

Ant-Man

Nessun simbolo sul petto che lo rappresenta, poiché Ant-Man agisce non visto, non perché invisibile, ma perché infinitamente piccolo e anche incredibilmente forte (poiché si sa, le formiche possono sollevare fino a cento volte il loro peso!). E proprio grazie a questo tecnologico potere è possibile penetrare nella Pym Tech, il laboratorio fondato da Hank, per rubare l’arma militare definitiva: Calabrone. Il Dr. Pym, dopo le dimissioni in seguito alla tragedia di Sokovia (motivo per cui non ama gli Avengers), ha affidato la gestione della Pym Tech alla figlia Hope van Dyne (Evangeline Lilly) e al suo protégé Darren Cross (Corey Stoll, a cui calzano meglio i ruoli drammatici) in cui riponeva grande fiducia. Cross ha intenzione di vendere Calabrone alla malvagia e militaristica organizzazione conosciuta come HYDRA, mentre Hope cerca di ricucire i rapporti col padre, incrinati dopo la perdita della madre Janet (a.k.a. Wasp) in un incidente subatomico accaduto anni prima. Il Dr. Pym, ritiratosi dallo S.H.I.E.L.D. per divergenze con Howard Stark (il padre di Tony a.k.a. Iron Man), ora è pronto a scendere in campo, da dietro le quinte, avendo trovato in Scott la persona giusta per sferrare il colpo.

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Il mondo microscopico diventa il campo di battaglia dell’uomo formica, capace non solo di assumere le dimensioni degli insetti, ma anche di controllarli. Una meravigliosa “nuova dimensione” è disvelata; è come essere catapultati nella fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie, dove tutto è microscopico, e ancor più in profondità nell’immaginifico regno del subatomico, dove lo spazio e il tempo non seguono più le leggi fisiche. Ant-Man è un supereroe anti-convenzionale con uno humor molto spiccato e una combriccola di alleati più che mai bizzarra e scanzonata: David Dastmalchian, T.I. e Michael Peña (nuova promessa della commedia).

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I legami coi precedenti tasselli dell’Universo cinematografico Marvel non mancano, anzi, permettono alla pellicola di inserirsi efficacemente nel palinsesto, complice il cameo di Falcon (Anthony Mackie). Peyton Reed rappresenta comuni drammi sentimentali e famigliari che meglio definiscono i personaggi e le loro motivazioni. Scott, non certo ligio alle leggi e ai regolamenti, è guidato da un senso di “giustizia” tutto suo: un ladro buono che cerca di fare la cosa giusta dopo aver vissuto una vita da delinquente; un padre che vuole riscattarsi agli occhi della figlia Cassie, cresciuta dalla nuova figura paterna, il poliziotto Paxton (Bobby Cannavale).

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Ant-Man ha avuto un travagliato processo produttivo. La regia avrebbe dovuto essere di Edgar Wright (il commediografo più cool che la Marvel potesse desiderare e autore della mitica Trilogia del Cornetto). In seguito a divergenze creative con la produzione, il regista si ritirò dal progetto e subentrò al suo posto Peyton Reed, da diversi anni lontano dall’ambiente cinematografico dopo Yes Man. Inoltre fu chiesto ad Adam McKay e Paul Rudd di ritoccare la sceneggiatura del duo britannico Edgar Wright e Joe Cornish. Il risultato avrebbe potuto essere disastroso, ma questa pellicola sulle origini dell’uomo formica si rivela invece una divertentissima commedia (ancor prima di essere un cinecomic) dal cuore grande e la cui struttura rimanda ai tipici caper movie.

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Visivamente sorprendente, Ant-Man non parla solo di formazione (e redenzione) del supereroe e della lotta contro l’antagonista megalomane, ma pone il focus sui personaggi. Un viaggio di puro e spensierato divertimento senza sosta, che trasporta in quell’affascinante e microscopico mondo dove l’uomo formica regna sovrano.

Scheda

TITOLO ORIGINALE
Ant-Man

PRODUZIONE
Kevin Feige

REGIA
Peyton Reed

SCENEGGIATURA
Edgar Wright
Joe Cornish
Adam McKay
Paul Rudd

STORIA
Edgar Wright
Joe Cornish

SOGGETTO
Stan Lee
Larry Lieber
Jack Kirby

CAST
Paul Rudd (Scott Lang/Ant-Man)
Michael Douglas (Dr. Hank Pym)
Evangeline Lilly (Hope van Dyne)
Corey Stoll (Darren Cross/Calabrone)
Bobby Cannavale (Paxton)
Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon)
Judy Greer (Maggie Lang)
Abby Ryder Fortson (Cassie Lang)
Michael Peña (Luis)
David Dastmalchian (Kurt)
T.I. (Dave)
Wood Harris (Gale)
Hayley Atwell (Peggy Carter)
John Slattery (Howard Stark)
Martin Donovan (Mitchell Carson)

COLONNA SONORA
Christophe Beck

FOTOGRAFIA
Russell Carpenter

MONTAGGIO
Dan Lebental
Colby Parker Jr.

SCENOGRAFIA
Shepherd Frankel
Leslie A. Pope

COSTUMI
Sammy Sheldon

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