Avengers: Infinity War (2018) di Anthony Russo e Joe Russo | Recensione di Alessandro Pin

Avengers: Infinity War


Recensione
di ALESSANDRO PIN

Gli Avengers sono “assemblati” per combattere forze dall’incredibile potere distruttivo. Questa lega di esseri straordinari ha sconfitto, fino a frantumarsi in una guerra civile, nemici formidabili: un’invasione aliena e una complessa intelligenza artificiale volubile e assassina. Ora, le icone di casa Marvel si riuniscono nuovamente per fronteggiare, con l’aiuto di preziosi alleati, l’avversario più temibile e scongiurare l’annientamento.

Avengers: Infinity War

Il potente Thanos (il volto di Josh Brolin emerge da sotto la maschera in computer grafica) è alla ricerca delle sei Gemme dell’Infinito che, se incastonate nel Guanto dell’Infinito, un potente artefatto capace di sfruttarne le energia cosmiche, gli consentirebbero di piegare al suo volere (con un semplice schiocco di dita) gli “elementi” dell’universo: Spazio, Tempo, Realtà, Potere, Mente e Anima. Gli Avengers, con Doctor Strange, Spider-Man, i Guardiani della Galassia e i Wakandiani, devono porsi tra Thanos, aiutato dall’Ordine Nero (i quattro cavalieri dell’Apocalisse, i Titani suoi figli), e la fine del mondo; tuttavia, il Cattivo dei cattivi, uno dei più ostici e meglio definiti di sempre, disvela un lato di sé inaspettato: uno scopo, nobile e malvagio al tempo stesso, che si delinea gradualmente, una missione di salvezza spirituale perpetrata attraverso un doloroso processo di purificazione dell’universo. Thanos è Morte, il distruttore di mondi e non si pone sullo stesso livello di un antagonista qualunque, ma si eleva a Nemesi per eccellenza. Il Nemico definitivo. Privo di incertezza, non vacilla di fronte agli ostacoli che si interpongono tra lui e il suo obiettivo, offre la sua anima, sacrificando l’unica cosa che ama, per completare la sua collezione. La sua forza è insita nell’empatia che suscita e l’emotività che trasmette. Un anti-eroe che anela alla pace interiore e giustifica il genocidio per raggiungere la sua (realizzabile) utopia.

Avengers: Infinity War

Efficace la scelta di separare i supereroi in macro-gruppi per creare nuove interazioni tra i personaggi. Il prototipo Iron Man (Robert Downey Jr.) è ormai allo stremo di un Dr. Frankenstein pentito (per non aver avuto una vita “normale”) che neanche la supercorazza, progettata con sapienza, (in)coscienza e nanotecnologia può proteggerlo dall’immenso potere di Thanos. Visione (Paul Bettany è senza trucco per un’interpretazione più umana), la creatura biomeccanica di Tony Stark e Bruce Banner, è il deus ex machina che rinuncia a esser uomo per immolarsi a salvatore del genere umano. La compagna dell’essere ibridato con tecnologia è Scarlet Witch (Elizabeth Olsen) che guadagna in spessore narrativo e presenza scenica. Thor (Chris Hemsworth fa a gara di spacconate con Chris Pratt) perde tutto, si evolve in supereroe degno di brandire nuovamente l’arma suprema di un dio, forgiata nel cuore di una stella morta e dalla “vitale” impugnatura. I Guardiani della Galassia sono semplicemente galattici e riconfermano il loro invidiabile carisma che supera quello degli Avengers (qui in un confronto diretto), soprattutto per il rapporto che lega Gamora (Zoe Saldana) a Thanos, oltre alla irrefrenabile energia comica di Drax (Dave Bautista) e il procione Rocket. Doctor Strange (Benedict Cumberbatch), autentico cabalista, consapevole del destino che attende l’universo, si assume la responsabilità di percorrere l’unica via che potrebbe condurre alla vittoria. Spider-Man (Tom Holland) poggia le metalliche zampe aracnoidee sul solido rapporto con Tony Stark, suo mentore, ma nulla più. Captain America (Chris Evans ha una grande entrata in scena), Vedova Nera (Scarlett Johansson), il Soldato d’Inverno (Sebastian Stan), War Machine (Don Cheadle), Falcon (Anthony Mackie) e Black Panther (Chadwick Boseman) puntano sul numero, ma sono, purtroppo, sacrificati. Infine, il povero Hulk (Mark Ruffalo), scatenato nello strepitoso incipit dal quale esce sconfitto, è talmente indignato che non si paleserà più. Grandi assenti (ingiustificabili): Ant-Man e Occhio di Falco.

Avengers: Infinity War

Infinity War è il Cinecomic dei cinecomic. Un’epica battaglia su vasta scala. Un tripudio di azione ed effetti speciali che, fregiato di coraggio e ambizione, scava nell’animo dei personaggi, mostra (allo stesso modo in cui si disvela un trucco illusorio) le loro reali intenzioni e conduce a una risoluzione drammatica e poetica. Colorato di frizzante ironia con uno stile “alla James Gunn”, questo affresco sgargiante è (solo) l’inizio della fine di una saga maestosa che continua a meravigliare dopo dieci lunghi anni. I fratelli Russo cambiano prospettiva e destinazione, sacrificando alcune colonne portanti per ridefinire l’Universo cinematografico Marvel, con un villain indimenticabile.


Cliccare sul LOGO per accedere alla sezione: CINECOMIC MARVEL

Marvel


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Avengers: Infinity War

PRODUZIONE
Kevin Feige

REGIA
Anthony Russo
Joe Russo

SCENEGGIATURA
Christopher Markus
Stephen McFeely

SOGGETTO
Joe Simon
Jack Kirby
Jim Starlin
George Pérez
Ron Lim
Steve Ditko
Joe Simon

CAST
Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man)
Chris Hemsworth (Thor)
Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk)
Chris Evans (Steve Rogers/Captain America)
Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Vedova Nera)
Don Cheadle (James Rhodes/War Machine)
Benedict Cumberbatch (Doctor Strange)
Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man)
Chadwick Boseman (T’Challa / Black Panther)
Zoe Saldana (Gamora)
Karen Gillann (Nebula)
Tom Hiddleston (Loki)
Paul Bettany (Visione)
Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet Witch)
Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon)
Sebastian Stan (Bucky Barnes/Soldato d’Inverno)
Idris Elba (Heimdall)
Danai Gurira (Okoye)
Peter Dinklage (Eitri)
Benedict Wong (Wong)
Pom Klementieff (Mantis)
Dave Bautista (Drax)
Vin Diesel (voce di Groot)
Bradley Cooper (voce di Rocket)
Gwyneth Paltrow (Pepper Potts)
Benicio Del Toro (Il Collezionista)
Josh Brolin (Thanos)
Chris Pratt (Peter Quill/Star-Lord)

COLONNA SONORA
Alan Silvestri

FOTOGRAFIA
Trent Opaloch

MONTAGGIO
Jeffrey Ford
Matthew Schmidt

SCENOGRAFIA
Charles Wood
Leslie Pope

COSTUMI
Judianna Makovsky

Precedente Ready Player One (2018) di Steven Spielberg | Recensione di Alessandro Pin Successivo Deadpool 2 (2018) di David Leitch | Recensione di Alessandro Pin

Lascia un commento

*