Looper (2012) di Rian Johnson | Recensione di Alessandro Pin

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Looper


Recensione
di ALESSANDRO PIN

Meccaniche temporali. Quando il protagonista di una pellicola è il viaggio nel tempo, la soglia d’attenzione dev’essere alta per non farsi sfuggire nomi, luoghi, date e tempistiche degli eventi. Un problema che Looper aggira facilmente con una narrazione serrata, veloce e intelligente.

Looper

Nel 2074 i criminali sono spediti nel 2044 per essere giustiziati. Qui, il looper Joe (Joseph Gordon-Levitt, imbolsito e truccato in modo da assomigliare al suo alter-ego del futuro) aspetta paziente la vittima designata, legata e incappucciata, per incassare la taglia in pezzi d’argento, l’ambita moneta dei bassifondi tratteggiati dallo sceneggiatore e regista Rian Johnson che prende ispirazione dall’iconica Los Angeles di Blade Runner; tinge di noir le strade e i vicoli bui dove la povertà, la criminalità e la droga dilagano come nella Detroit di RoboCop.

Looper

Il loop si innesca quando Joe riceve (inconsapevolmente) l’incarico di uccidere il suo alter-ego del futuro. Le scelte sono due: eliminarlo per poi incassare la sostanziosa taglia e sistemarsi a vita in attesa della propria futura cattura – una specie di patto con il diavolo risolutore –, oppure lasciarsi sfuggire (per distrazione o istinto di sopravvivenza) la vittima designata. Le conseguenze di quest’ultima opzione sono ovviamente disastrose e così il looper inizia una caccia volta a catturare se stesso. Un vero e proprio loop. Bruce Willis (mono-espressivo, rende al meglio solo nelle sparatorie più concitate) è il Joe del futuro; dà la caccia a colui (nel presente ancora bambino) che diventerà “quel” deus ex machina che vorrà i looper eliminati.

Looper

Rian Johnson non fa distinzione tra personaggi buoni e cattivi, ma caratterizza ognuno con una precisa motivazione, giusta o sbagliata che sia. Questo complesso meccanismo narrativo, di difficile gestione, riesce nell’intento di imbrigliare lo spettatore in un loop di eventi bisognoso di interruzione, come se il protagonista Joe fosse un elemento di disturbo, poiché unico in grado di sbrogliare l’intreccio con l’obiettivo che il deus ex machina non diventi mai tale. Looper, tra persone “affette” da telecinesi e un futuristico stile retrò (come se il film fosse pensato negli Anni ’80 – la droga assunta come collirio sembra uscita da un libro di Philip Dick), riesce a trasmettere tutto il suo potenziale, ricordando un altro macchinoso intrico narrativo (sempre con Bruce Willis), L’esercito delle 12 scimmie, ove il viaggiatore temporale era confuso e i suoi ricordi offuscati; mentre in Looper i ricordi dell’anziano Joe si rinnovano in conseguenza delle azioni del suo alter-ego del passato. Grande attenzione è data ai dettagli, senza i quali la pellicola sarebbe crollata sotto il peso di meccaniche incomprensibili. Rian Johnson ha questa “semplice” visione del tempo: il futuro incontra il suo passato in un delicato loop che, fin dall’inizio (perché un principio è delineato), potrebbe rompersi come un cuore infranto, rendendo l’amore il vero deus ex machina degli eventi.


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Scheda

TITOLO ORIGINALE
Looper

GENERE
Fantascienza
Azione

ANNO DI PRODUZIONE
2012

PRODUZIONE
Ram Bergman
James D. Stern

REGIA
Rian Johnson

SCENEGGIATURA
Rian Johnson

CAST
Joseph Gordon-Levitt (Joe)
Bruce Willis (Joe del futuro)
Emily Blunt (Sara)
Paul Dano (Seth)
Noah Segan (Kid Blue)
Piper Perabo (Suze)
Jeff Daniels (Abe)
Pierce Gagnon (Cid)
Qing Xu (Moglie di Joe del futuro)
Tracie Thoms (Beatrix)
Frank Brennan (Seth del futuro)
Garret Dillahunt (Jesse)
Nick Gomez (Dale)
Marcus Hester (Zach)

COLONNA SONORA
Nathan Johnson

FOTOGRAFIA
Steve Yedlin

MONTAGGIO
Bob Ducsay

SCENOGRAFIA
Ed Verreaux
Kate Sullivan

COSTUMI
Sharen Davis


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