Pacific Rim – La rivolta (2018) di Steven S. DeKnight | Recensione di Alessandro Pin

Pacific Rim: La rivolta

Recensione
di ALESSANDRO PIN

Dieci anni sono trascorsi da quando Stacker Pentecost si è sacrificato per chiudere la Breccia e ricacciare i mostri nell’abisso. Jake, il figlio di Pentecost, tra feste in lussuose ville diroccate vive alla giornata saccheggiando Jäger, i giganteschi robot di metallo caduti in battaglia contro i Kaijū alieni invasori. L’incontro con Amara Namani, ragazza di strada e provetta meccanica, lo riporta tra i ranghi a pilotare nuovamente uno Jäger per fronteggiare un’altra terribile minaccia proveniente dall’interno del sistema.

Pacific Rim - La rivolta

Rivolta. Macchine contro macchine in questo sequel spaccone che strizza l’occhio ai Transformers e ai Power Rangers. Il regista Steven S. DeKnight si concentra più sulla forma che sul contenuto, ma lo fa alla luce del sole. La componente psicologica dei personaggi, principio cardine che rende grande il prototipo di Guillermo del Toro (qui in veste di produttore), rimane purtroppo sottotraccia, lasciando alle mere scazzottate e sparatorie il compito di ingaggiare facilmente lo spettatore.

Pacific Rim - La rivolta

Il nuovo protagonista ha l’oneroso e onorevole compito di scongiurare l’apocalisse, ma il peso del nome da portare è considerevole; tutti si aspettano grandi cose dal figlio di Stacker Pentecost, salvatore del mondo. Da un lato, il senso di ribellione porta Jake a infrangere le regole, dall’altro a responsabilizzarlo per tener fede al suo retaggio. Questa dicotomia riporta alla mente il coraggioso e maldestro Finn di Star Wars con cui il confronto è inevitabile e dal quale il personaggio di Jake ne esce sconfitto, complici la costrizione del frizzante John Boyega in una scomoda corazza e la presenza di una granitica spalla (Scott Eastwood) poco efficace.

Si ritrovano alcuni vecchi personaggi, “mutati” dagli eventi con un’interessante evoluzione, ma con qualche ingenuità di caratterizzazione; mentre ai numerosi cadetti che guidano in battaglia il parterre robotico non è dato il tempo di farsi conoscere e il loro sacrificio non resta nel cuore. Le battute non coinvolgono e gli sfolgoranti combattimenti mancano di fluidità. I Kaijū ritornano, ma la loro apparizione è tardiva e, forse, è proprio questo il fragile nocciolo meccanico di Pacific Rim – La rivolta che punta tutto sulla quantità e intrattiene senza badare ad alcuni “bypass” di sceneggiatura.

Scheda

TITOLO ORIGINALE
Pacific Rim: Uprising

PRODUZIONE
John Boyega
Cale Boyter
Guillermo del Toro
Jon Jashni
Femi Oguns
Mary Parent
Thomas Tull

REGIA
Steven S. DeKnight

SCENEGGIATURA
Steven S. DeKnight
Emily Carmichael
Kira Snyder
T.S. Nowlin

CAST
John Boyega (Jake Pentecost)
Scott Eastwood (Nate Lambert)
Cailee Spaeny (Amara Namani)
Burn Gorman (Dr. Herman Gottlieb)
Charlie Day (Dr. Newton Geiszler)
Tian Jing (Liwen Shao)
Jin Zhang (Maresciallo Quan)
Adria Arjona (Jules Reyes)
Rinko Kikuchi (Mako Mori)
Karan Brar (Cadetto Suresh)
Wesley Wong (Cadetto Jinhai)
Ivanna Sakhno (Cadetto Viktoria)
Mackenyu (Cadetto Ryoichi)
Lily Ji (Cadetto Meilin)
Shyrley Rodriguez (Cadetto Renata)
Rahart Adams (Cadetto Tahima)
Levi Meaden (Cadetto Ilya)
Dustin Clare (Joseph Burke)

COLONNA SONORA
Lorne Balfe

FOTOGRAFIA
Dan Mindel

MONTAGGIO
Dylan Highsmith
Josh Schaeffer
Zach Staenberg

SCENOGRAFIA
Stefan Dechant
Gillian Butler
Cynthia La Jeunesse

COSTUMI
Lizz Wolf

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