Star Trek (1979) di Robert Wise | Recensione di Alessandro Pin

Star Trek

Recensione
di ALESSANDRO PIN

Star Trek approda nelle sale cinematografiche nel 1979, cavalcando l’onda del successo di Guerre stellari, uscito nel ’77. Un evento, poiché il cast della Serie classica giunge finalmente sul grande schermo. La sceneggiatura ricalca il plot dell’episodio La sfida, ma Harold Livingston (autore di alcuni episodi di Mission: Impossible degli anni Settanta) ne dilata la portata, raccontando un viaggio più epico e profondo e creando un format che traspone fedelmente lo spirito di Star Trek. Alla regia il grande Robert Wise che ci regala un’opera di ampio respiro, usando le tecniche più avanzate (la consulenza scientifica di Isaac Asimov si percepisce nei dettagli).

Star Trek

Gene Roddenberry, ideatore del progetto e finanziatore della pellicola dagli alti costi produttivi, riesce così a far apprezzare il suo magnificente mondo allo spettatore, non solo televisivo, incrementando notevolmente la popolarità del suo franchise. Una fantastica reunion dei protagonisti che ricoprono ancora i ruoli che li hanno resi popolari in tutto il mondo. William Shatner è James Kirk, capitano dell’Enterprise (ridisegnata per l’occasione), Leonard Nimoy è il signor Spock, l’iconico vulcaniano, mentre DeForest Kelley è il burbero e fido consigliere Dr. McCoy; il signor Scott, l’ingegnere dei miracoli, è interpretato da James Doohan, George Takei è Hikaru Sulu, il timoniere, mentre Walter Koenig è Pavel Chekov, addetto al tattico, infine la poliglotta Uhura, addetta alle comunicazioni, è interpretata da Nichelle Nichols. La narrazione procede lentamente, per soppesati gradi, non tralasciando nulla. Seppur non del tutto originale, la trama sviluppa il carattere dei personaggi, motivando le loro scelte attraverso numerosi dialoghi che disvelano il funzionamento di una nave stellare.

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“Perché qualsiasi oggetto che non capiamo viene chiamato ‘cosa’?”

La Terra è in pericolo, poiché una “cosa”, assimilabile a una grande nebulosa oscura ed elettromagnetica, si sta avvicinando con scopi non ben definiti. La consapevolezza è la chiave per capire l’ignoto che si dipana tutt’intorno: un mistero spaziale da risolvere. Non un giallo poliziesco, ma un’indagine scientifica atta a identificare la minaccia, tentando di fermarla. Un viaggio nella coscienza dei protagonisti che trovano una rigenerata contezza, rinnovandosi spiritualmente. Una trama con numerose pause narrative che permettono di esplorare le relazioni tra i personaggi, ma interessante per proporre un soggetto esattamente in linea con ciò che Star Trek ha sempre rappresentato: la scoperta di nuove forme di vita e di nuove civiltà. Un’entità perfetta nella Logica, ma bisognosa di evolversi in qualcosa di più umano, è in cerca del suo creatore; l’equipaggio dell’Enterprise deve così entrare nel “ventre della bestia” (come Giona in quello della balena) per stabilire il contatto. Spock ne è l’esatta antitesi: un animo razionale che cerca di raggiungere la massima espressione di pura Logica, abbandonata la quale il vulcaniano si ricongiunge ai propri amici, aiutandoli nella loro impresa.

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“Una sola cosa occorre a V’ger: la qualità umana, la nostra capacità di superare la Logica.”

Kirk, presentato col più alto grado “da ufficio”, sedentario e senza più una nave, è annoiato e desideroso di tornare al comando, non preoccupandosi delle conseguenze che questo comporta; per questo è redarguito dal Dr. McCoy che accetta di rientrare nei ranghi per aiutare il suo amico con consigli etici e morali; ancora una volta il rapporto tra i personaggi è quanto di più bello si possa vedere e rievoca le atmosfere della Serie classica. Due nuovi personaggi entrano nel cast: il comandante Willard Decker (Stephen Collins), sostituito nel comando dall’ammiraglio Kirk, e l’aliena di Delta, il tenente Ilia (Persis Khambatta), che entra in simbiosi con l’entità V’ger, diventandone la portavoce.

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La magistrale colonna sonora è composta dal maestro Jerry Goldsmith che realizza l’iconico tema successivamente utilizzato come main theme per The Next Generation; un’opera orchestrale eccelsa che coadiuva la potenza delle immagini con una musicalità epica ed emozionante. La massimizzazione delle metriche cinematografiche permette di infondere un rigore logico e scientifico agli eventi che ponderatamente si susseguono. Infine l’equipaggio si prepara a viaggiare verso l’ignoto e l’infinito a bordo dell’Enterprise; questo è solo l’inizio della sua avventura nell’universo cinematografico. Un grande inizio.

Scheda

TITOLO ORIGINALE
Star Trek: The Motion Picture

PRODUZIONE
Gene Roddenberry

REGIA
Robert Wise

SCENEGGIATURA
Harold Livingston

STORIA
Alan Dean Foster

SOGGETTO
Gene Roddenberry

CAST
William Shatner (Kirk)
Leonard Nimoy (Spock)
DeForest Kelley (Dr. McCoy)
James Doohan (Scotty)
George Takei (Sulu)
Majel Barrett (Dr. Chapel)
Walter Koenig (Chekov)
Nichelle Nichols (Uhura)
Persis Khambatta (Ilia)
Stephen Collins (Decker)

COLONNA SONORA
Jerry Goldsmith

FOTOGRAFIA
Andrew Lesnie

MONTAGGIO
Conrad Buff IV
Mark Goldblatt

SCENOGRAFIA
Claude Paré
Elizabeth Wilcox

COSTUMI
Renée April

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