The War – Il pianeta delle scimmie (2017) di Matt Reeves | Recensione di Alessandro Pin

Recensione
di ALESSANDRO PIN

Nel cuore della giungla, le scimmie si difendono dai brutali attacchi dei malvagi dominatori umani che avanzano armati per distruggerle. Cesare è pronto a sacrificare tutto, anche se stesso, per saldare i conti con il Colonnello che l’ha privato di ciò che aveva di più caro. Insieme a Maurice, Rocket, Nova (una bambina trovata lungo la strada, incapace di parlare, simbolo di innocenza in un mondo devastato e fonte di guarigione per il cuore sanguinante di Cesare) e un simpatico scimpanzé alquanto loquace, solo e smarrito anch’esso, intraprende un viaggio attraverso desolazione e morte per giungere all’accampamento degli umani. Catturato e chiuso in gabbia, Cesare è determinato a ritrovare il figlio rapito e liberare i confratelli dal giogo della schiavitù; lotta al fine di costruire una nuova dimora che sia sicura per le scimmie e lontana dalla malvagità degli umani.

The War - Il pianeta delle scimmie

The War è meno scalpitante di Apes Revolution, non mostra battaglie su larga scala, rimane ancorato alla prospettiva dei personaggi, ponendo il focus sulla loro storia; una storia di vendetta e ritrovamento di sé mostrata con grande vigore narrativo; un motore diesel che mai si inceppa.

The War - Il pianeta delle scimmie

Spartacus e Apocalypse Now sono le pellicole a cui The War si ispira e rende omaggio. Matt Reeves torna alla regia e questa volta firma anche la sceneggiatura; immerge la solida narrazione in un contesto livido, sporco, disumano, ci porta dietro le sbarre e sotto terra, attraverso esplosioni, fiamme e proiettili che infuriano e sullo sfondo (solo) l’odore del napalm e della guerra. I personaggi sono ben delineati e arricchiti di bellissime sfumature, come la regressione primordiale che colpisce gli umani (una specie di nuova mutazione del “virus delle scimmie”).

The War - Il pianeta delle scimmie

Il Colonnello di Woody Harrelson ricorda il Kurtz di Marlon Brando: isolazionista deviato che ha piegato il suo plotone a filosofie “alternative” prive di senso etico e morale, ed è riuscito a infondere la paura nel cuore di alcune scimmie che lo seguono come lacchè, e il suo background è talmente spiazzante – così come la sua e(in)voluzione – da lasciare interdetti e frastornati; si prova quasi un senso di empatia verso questo antagonista d’eccezione che ha deciso di chiudersi nella pazzia e nel dramma della perdita, destinato ad affrontare gli altri umani sopravvissuti in un gioco di potere di sicura sconfitta.

The War - Il pianeta delle scimmie

Alla fine la forza della natura sovrasta ogni cosa e i superstiti sono coloro che meritano di ripopolare la Terra: i più intelligenti, i più forti. Cesare, purtroppo (ma giustamente) non è tra questi, poiché si rende conto troppo tardi che in fondo non è poi così diverso dal suo avversario Koba, nemesi di Apes Revolution, di cui abbraccia la distorta “visione” (la performance in motion capture di Andy Serkis è straordinaria).

The War - Il pianeta delle scimmie

Drammatica conclusione di una trilogia che potrebbe anche avere un seguito, se non fosse così perfetta nella sua ciclicità narrativa, The War non mostra la guerra, ma solo vestigia di un retaggio bellico e truppe allo stremo delle forze, da ambo le parti: scimmie e umani. La forza e il coraggio per aprire la strada verso la libertà scaturiscono non dal campo di battaglia, ma dal cuore di ogni personaggio, dove nasce il conflitto, dove nasce questo grande film.

Scheda

TITOLO ORIGINALE
War for the Planet of the Apes

PRODUZIONE
Peter Chernin
Dylan Clark
Rick Jaffa
Amanda Silver

REGIA
Matt Reeves

SCENEGGIATURA
Mark Bomback
Matt Reeves

SOGGETTO
Rick Jaffa
Amanda Silver

CAST
Andy Serkis (Cesare)
Woody Harrelson (Il Colonnello)
Steve Zahn (Scimmia cattiva)
Karin Konoval (Maurice)
Amiah Miller (Nova)
Terry Notary (Rocket)
Ty Olsson (Red Donkey)
Michael Adamthwaite (Luca)
Toby Kebbell (Koba)
Gabriel Chavarria (Preacher)
Judy Greer (Cornelia)
Sara Canning (Lake)
Devyn Dalton (Cornelius)
Aleks Paunovic (Winter)
Alessandro Juliani (Spear)
Max Lloyd-Jones (Occhi blu)

COLONNA SONORA
Michael Giacchino

FOTOGRAFIA
Michael Seresin

MONTAGGIO
William Hoy
Stan Salfas

SCENOGRAFIA
James Chinlund
Amanda Moss Serino

COSTUMI
Melissa Bruning

Precedente Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie (2014) di Matt Reeves | Recensione di Alessandro Pin Successivo La Torre Nera (2017) di Nikolaj Arcel | Recensione di Alessandro Pin