Thor: Ragnarok (2017) di Taika Waititi | Recensione di Alessandro Pin

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Ragnarok


Recensione
di ALESSANDRO PIN

Anche Thor giunge al capitolo conclusivo della trilogia a lui dedicata. Dopo aver affrontato il fratello Loki e l’elfo oscuro Malekith, il dio del tuono deve fronteggiare un pericolo ancora più grande. Thor trova il padre morente, ritiratosi sulla Terra, grazie all’aiuto di un inatteso alleato. Insieme a Loki assiste al ritorno di Hela, la dea della morte, dall’esilio cui Odino, il padre degli dèi, l’ha confinata. Giunta ad Asgard, Hela acquisisce un incredibile potere; il suo scopo: assoggettare gli asgardiani col terrore e sedere sul trono di Odino. Thor e Loki, persi su un lontano pianeta, devono così tornare in patria per impedire Ragnarok, l’avvento dei non-morti, la fine di ogni cosa, aiutati da preziosi alleati e vecchi amici.

Thor: Ragnarok

Taika Waititi dirige ogni sequenza con brio, lasciando ampio margine all’improvvisazione degli (straordinari) attori, e colora il fondale galattico/mitologico di sgargianti contrasti. Il risultato è uno dei tasselli più divertenti, leggeri e comici dell’Universo cinematografico Marvel e uno dei meglio incasellati. Le battute sono argute e le espressioni imprevedibili. Sicuramente il più bello della trilogia, nonostante perda di epicità mitologica per soffermarsi sull’azione scatenata e fulminea dei “Revengers”, come Thor definisce simpaticamente il suo improvvisato gruppo di cui fa parte il fratello Loki (Tom Hiddleston), un Hulk parlante (Mark Ruffalo), la predatrice Valchiria (Tessa Thompson) e l’onnivedente Heimdall (Idris Elba).

Thor: Ragnarok

Dall’altro lato della barricata vi sono due antagonisti d’eccezione: Cate Blanchett sembra Malefica de La bella addormentata nel bosco; tuttavia la sua sfolgorante presenza è oscurata da Jeff Goldblum, il Gran Maestro, padrone di un intero pianeta, che si diletta a veder combattere in una gigantesca arena i gladiatori più potenti della galassia. Come non pensare a Planet Hulk di cui Ragnarok ne detiene lo spirito. Assistere allo scontro tra Hulk e Thor è la parte più emozionante e meglio realizzata che fa presto dimenticare lo scontro finale con Hela e la sua annichilente risoluzione.

Thor: Ragnarok

Ciò a cui si assiste è un continuo scambio di occhiate, battute (anche fuori contesto) che semplicemente divertono. Lontano dallo spirito (forzatamente mitologico) dei due predecessori, Ragnarok fa del comico e grottesco bromance il suo punto di forza. Thor è mostrato in tutta la sua potenza e magnificenza e la sua caratterizzazione giunge finalmente a una svolta; il ragazzone tutto muscoli, avventato e arrogante, cambia look e definizione: il figlio che diventa il padre. Bruce Banner si risveglia spaesato e spaventato in un mondo alieno dopo essere rimasto imprigionato in Hulk per troppo tempo; l’Incredibile (campione del Gran Maestro) è più loquace che mai, una sorprendente aggiunta che disvela il carattere del gigante verde. I personaggi subiscono un processo di modifica (primo fra tutti Loki il cui scopo è volubile e beffardo) per adeguarsi al tono della pellicola e necessario per conciliarsi a quello degli altri supereroi che si uniranno in Avengers: Infinity War di cui Ragnarok rappresenta una sorta di prequel.

Thor: Ragnarok

Ragnarok unisce in un unico calderone gli elementi vincenti de I Guardiani della Galassia e dei fumetti, a cui rende finalmente giustizia, con un pizzico di magia e una grande dose di umorismo. Un circo spaziale divertente e colorato a ritmo di musica elettronica. Cine-Comico.


Collegamenti interni

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Scheda

TITOLO ORIGINALE
Thor: Ragnarok

GENERE
Cinecomic
Avventura
Azione
Commedia

ANNO DI PRODUZIONE
2017

PRODUZIONE
Kevin Feige

REGIA
Taika Waititi

SCENEGGIATURA
Eric Pearson
Craig Kyle
Christopher Yost

CAST
Chris Hemsworth (Thor)
Tom Hiddleston (Loki)
Cate Blanchett (Hela)
Idris Elba (Heimdall)
Jeff Goldblum (Gran Maestro)
Tessa Thompson (Valchiria)
Karl Urban (Skurge)
Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk)
Anthony Hopkins (Odino)
Benedict Cumberbatch (Doctor Strange)
Taika Waititi (Korg)
Rachel House (Topaz)
Clancy Brown (voce di Surtur)
Zachary Levi (Fandral)
Tadanobu Asano (Hogun)
Ray Stevenson (Volstagg)
Zachary Levi (Fandral)

COLONNA SONORA
Mark Mothersbaugh

FOTOGRAFIA
Javier Aguirresarobe

MONTAGGIO
Zene Baker
Joel Negron

SCENOGRAFIA
Dan Hennah
Ra Vincent
Beverley Dunn

COSTUMI
Mayes C. Rubeo


Collegamenti esterni

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