Valerian e la città dei mille pianeti (2017) di Luc Besson | Recensione di Alessandro Pin

Recensione
di ALESSANDRO PIN

Valerian (il bravo Dane DeHann) e Laureline (la bella Cara Delevingne) sono due agenti interstellari alle prese con complicate missioni ad alto rischio in giro per la Galassia. Lui, nonostante la fama di rubacuori, vuole conquistarla; lei, tradizionalista, rifiuta le sue avance, seppur senta il bisogno di essere amata. Tra i due partner c’è tensione, complicità, amicizia, amore. Una coppia scoppiettante.

Valerian

Ventottesimo secolo. Un (prevedibile) mistero si cela nel cuore di Alpha, la megalopoli spaziale che ospita migliaia di specie aliene che collaborano tra loro per prosperare; un’urgente e oscura minaccia che i due agenti sono chiamati a investigare e dirimere. Se non scongiurata, potrebbe portare all’annientamento.

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Luc Besson ci trasporta 50 anni dopo tra le pagine del fumetto di Pierre Christin e Jean-Claude Mézières, L’Ambasciatore delle Ombre (1975), parte di una saga monumentale che risale al lontano 1967. Una cosa è certa: dal confronto delle bellissime tavole vintage, il regista francese rappresenta con efficacia l’amore incondizionato verso l’opera, sempre attento a non tradire il suo spirito. Valerian e la città dei mille pianeti è, prima di tutto, un cinecomic fantascientifico; lo si vede nell’uso di sgargianti colori pastello, nei semplici dialoghi, nei bizzarri personaggi, come il pirata Bob (Alain Chabate), cacciatore di meduse “mangia-ricordi” che vivono in simbiosi coi giganteschi Bromosauri (Grubi, nel fumetto); Jolly (Ethan Hawke), il gestore punk di un bordello dei bassifondi, dove si esibisce Bubble (la magnifica Rihanna), affascinante cambiante, lascia il segno; i tre Dogan-Daghis (Shingouz, nel fumetto), alieni simili a papere con ali atrofizzate sono fonte di inesauribili e utili informazioni; la specie dei Bagulin, simili ai troll, divertenti e bellicosi (e mortali) e molto altro ancora. Luc Besson caratterizza abbastanza bene i personaggi e infonde loro una precisa motivazione e, ad alcuni, un giustificato background; tuttavia lesina sull’antagonista che persegue nell’ombra (anche per lo spettatore) il suo obiettivo senza un chiaro scopo. Nel cast anche Clive Owen, il comandante Arun Filitt, il musicista Herbie Hancock, Ministro della Difesa di Alpha e Rutger Hauer, Presidente della Federazione.

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Una space opera dove il regista riunisce l’utopia di Gene Roddenberry (con le specie alleate sotto un unico stendardo a formare una Federazione, mostrando il loro ruolo nella società attraverso visionari e meravigliosi spaccati di vita aliena), il ritmo di Guardiani della Galassia e Star Wars (troviamo, peraltro, una fogna maleodorante e una Principessa da salvare – si pensi, tuttavia, che il fumetto è antecedente all’opera di George Lucas, pertanto è quest’ultimo che potrebbe essersi ispirato al lavoro dei due artisti francesi), la recente space opera videoludica Mass Effect (con inquadrature in stile “third person shooter”), il suo intramontabile Il quinto elemento (con un eccezionale stacchetto musicale in stile burlesque e un finale ispirato) e infine Avatar (con un pianeta vivente e il Popolo delle Ombre che riporta alla mente i Na’vi di James Cameron). Visivamente eccezionale, siamo di fronte a un’avventura che conduce a porti spaziali popolati da migliaia di specie, mondi straordinari e dimensioni parallele realizzati con estrema cura visiva e stilistica.

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Frutto della produzione più costosa nella storia cinematografica europea a fronte, purtroppo, di un’accoglienza al botteghino a dir poco imbarazzante, Valerian e la città dei mille pianeti è una corsa (fin troppo) frenetica contro il tempo che sta per scadere; un viaggio nel cosmo e negli abissi che abbaglia, avvolge di luci e colori. Una caleidoscopica avventura spaziale inficiata, tuttavia, da un antagonista mal caratterizzato.

Scheda

TITOLO ORIGINALE
Valérian et la Cité des mille planètes

PRODUZIONE
Luc Besson
Virginie Besson-Silla

REGIA
Luc Besson

SCENEGGIATURA
Luc Besson

SOGGETTO
Pierre Christin
Jean-Claude Mézières

CAST
Dane DeHaan (Maggiore Valerian)
Cara Delevingne (Sergente Laureline)
Clive Owen (Comandante Arun Filitt)
Rihanna (Bubble)
Ethan Hawke (Jolly)
Herbie Hancock (Ministro della Difesa)
Kris Wu (Sergente Neza)
Sam Spruell (Generale Okto-Bar)
Alain Chabat (Bob)
Rutger Hauer (Presidente della Federazione)
Peter Hudson (Capitano Crowford)
Xavier Giannoli (Capitano Norton)

COLONNA SONORA
Alexandre Desplat

FOTOGRAFIA
Thierry Arbogast

MONTAGGIO
Julien Rey

SCENOGRAFIA
Hugues Tissandier
Evelyne Tissandier

COSTUMI
Olivier Bériot

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